48) Whitehead. Scienza e matematica.
Il compito della scienza  di cercare le connessioni per riuscire
ad arrivare all'universale attraverso i particolari. Nella
descrizione di queste connessioni  necessario un linguaggio, una
forma il pi possibile astratta, neutra. Da questa necessit
l'umanit  stata spinta verso la matematica.
A. N. Whitehead, Introduzione alla matematica.

 Il progresso della scienza consiste nell'osservare queste
connessioni e nel mostrare con paziente indagine che gli eventi di
questo mondo in perpetuo mutamento non sono che esemplificazioni
di alcune connessioni o relazioni generali che vengono chiamate
leggi. Vedere il generale nel particolare e il permanente nel
transitorio  la meta a cui tende il pensiero scientifico.
All'occhio della scienza la caduta di una mela, il moto di un
pianeta intorno al sole e l'adesione dell'atmosfera alla terra,
appaiono tutte come esemplificazioni della legge di gravitazione.
Questa possibilit di scomporre le circostanze pi complesse, pi
evanescenti in varie esemplificazioni di leggi permanenti  l'idea
dominante del pensiero moderno.
Ora pensiamo quali siano le leggi che ci occorrono per realizzare
in modo completo questo ideale scientifico. La nostra conoscenza
dei fatti particolari del mondo che ci attornia viene ottenuta a
partire dalle nostre sensazioni. Noi vediamo e udiamo e gustiamo e
odoriamo, e sentiamo il caldo e il freddo ed abbiamo sensazioni di
pressione e di contatto e di dolore e di pena. Queste non sono
altro che le nostre sensazioni individuali, il mio mal di denti
non pu essere il tuo mal di denti, e la mia sensazione visiva non
pu essere la tua sensazione visiva. Ma noi attribuiamo il sorgere
di queste sensazioni a certe relazioni fra le cose che
costituiscono il mondo esterno. Cos il dentista non estrae il mal
di denti, ma il dente. Non solo, ma noi cerchiamo di configurarci
il mondo come un unico sistema connesso di cose, sottostante a
tutte le percezioni di tutti i soggetti. Non vi  un mondo di cose
corrispondente alle mie sensazioni ed un altro corrispondente alle
tue, ma un unico mondo nel quale esistiamo entrambi. Il dente  il
medesimo sia per il dentista che per il paziente. Inoltre il mondo
che noi udiamo e tocchiamo  il medesimo mondo che vediamo.
E' qui facile comprendere che noi abbiamo bisogno di descrivere le
connessioni fra queste cose esterne in qualche maniera che non
risulti dipendente da alcuna sensazione particolare, e neppure da
tutte le sensazioni di qualsiasi persona particolare. Le leggi a
cui si conforma il corso degli eventi nel mondo delle cose
esterne, vanno descritte, se possibile, in una forma neutra,
universale, che sia la medesima per i ciechi come per i sordi, la
medesima per esseri con facolt superiori alla nostra
comprensione, come per esseri umani normali.
Ma quando noi abbiamo messo da parte le nostre sensazioni
immediate, la parte pi utile (per chiarezza, definitezza e
universalit) di ci che rimane,  costituita dalle nostre nozioni
generali delle propriet formali astratte delle cose: in realt
dalle nozioni matematiche astratte sopra menzionate. E' cos che a
poco a poco, senza rendersi pienamente conto del significato di
tale evoluzione, l'umanit  stata spinta a cercare una
descrizione matematica delle propriet dell'universo, poich
soltanto in questo modo ci si pu formare un'idea generale del
corso degli eventi che sia libera da ogni riferimento a persone
particolari o a particolari tipi di sensazioni. Ad esempio
potrebbe darsi che a tavola venisse chiesto: Che cos' ci che
sottostava alla mia sensazione visiva, alla mia sensazione tattile
e alla sua sensazione gustativa e olfattiva? e che la risposta
sia: Una mela. Ma nella sua analisi conclusiva la scienza cerca
di descrivere la mela in funzione della posizione e del moto di
certe molecole; una descrizione che fa a meno di me, di te e di
lui, e che del pari ignora la vista e il tatto, il gusto e
l'odorato. Cos le nozioni matematiche a motivo della loro
astrattezza forniscono proprio quel che occorre per una
descrizione scientifica del corso degli eventi.
Di solito si  frainteso questo punto, poich lo si  concepito in
maniera troppo ristretta. Pitagora ne ebbe l'intuizione quando
proclam che il numero  il principio di tutte le cose. E, venendo
ai tempi moderni, nella persuasione che la spiegazione ultima di
tutte le cose dovesse trovarsi nella meccanica newtoniana, si
trovava adombrata la verit secondo cui, via via che una scienza
si sviluppa verso uno stadio di perfezione, le sue nozioni tendono
ad assumere un carattere matematico.
A. N. Whitehead, Introduzione alla matematica, Sansoni, Firenze,
1962, pagine 8-10.
